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Tramonto sulle valli di Comacchio

Comacchio e le sue valli: un binomio inscindibile

da Sara
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Da isola circondata dalle valli a città: Comacchio rimane legata all’acqua

Un legame che da sempre ha tenuto unita un’intera popolazione alle sue acque, allo sfruttamento delle stesse, alla necessità di trarne sostentamento. Ecco a voi Comacchio, perla del delta del fiume Po.

La pesca ed il sale sono stati i due elementi trainanti per Comacchio. Sono visitabili a piedi o in bicicletta le saline napoleoniche, ora dismesse, ma divenute habitat ideale per i fenicotteri rosa ed altre specie di uccelli, tra i quali il raro trampoliere “Cavaliere d’Italia”. E poi ci sono i lavorieri, i casoni e le stazioni di pesca ancora esistenti e ben conservati. Bello andarli a conoscere con una mini crociera in barca! Percorrendo il Loggiato dei Cappuccini, arriverete invece alla Manifattura dei Marinati (qui il link) con le sale dei fuochi e degli aceti debitamente ristrutturate e ancora funzionanti. Grazie anche a dei video documentari nelle varie sale, vi sembrerà di vedere la frenesia delle donne e degli uomini che vi lavoravano quando la manifattura era a pieno regime e sentirete ancora il profumo dell’anguilla cotta alla brace.

sala fuochi della manifattura marinati a Comacchio

La sala dei fuochi

Vallanti e Fiocinini

I lavoratori comacchiesi – da sempre dediti alla pesca – potevano grossomodo suddividersi in due categorie: o quelli che lavoravano per l’Azienda Valli Comunale (impiegati, guardiani e vallanti) o quelli che dovevano procurarsi il cibo più o meno lecitamente (fiocinini). Capitava non di rado che nella stessa famiglia si ritrovassero gli uni e gli altri assieme.

Il centro storico

Comacchio è deliziosa. Sarà perché metà delle mie origini è racchiusa qui, ma io la trovo sempre affascinante. I Trepponti e i suoi parapetti sui quali scivolare e tornare bambini; i canali da percorrere con la batane per godere del centro storico da un punto di vista privilegiato: sempre lei, l’acqua.

Il Museo del Carico della Nave Romana, scoperta nel 1981 che ha più di duemila anni! Infatti si tratta di un’imbarcazione risalente al I sec a. C. che trasportava merci via fiume e che è affondata proprio nel delta del fiume Po. Nel museo ci sono pezzi unici come i tempietti ex voto in piombo, legati alla devozione pagana.

Il pesce, l’anguilla, il pane

Come sapete, Torzeando ama il buon cibo e a Comacchio il pesce è il protagonista indiscusso. Anche se oramai quasi nessuno lo cucina più sulle braci, la mangiata di pesce è d’obbligo e il buratal sciapà – l’anguilla ai ferri – non ha rivali. Vi consiglio il ristorante Al Cantinon, proprio vicino ai Trepponti: qui ho sempre mangiato molto bene e gustato piatti della tradizione.

Ogni volta che capito a Comacchio, compro almeno un chilo di pane e di ciambelline. La strada che mi separa dal Friuli è così breve che quando arrivo a casa non ce n’è già più!

Comacchio vi conquisterà senza dubbio perché saprà ammaliarvi con la sua architettura particolare e saprà prendervi per la gola con i tanti prodotti tipici.

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