Ci sono viaggi che ti restano addosso per motivi che non ti aspetti. Il mio on the road in Calabria, fatto con i miei genitori, è stato proprio così:
tre valigie, nessun programma predefinito, solo voglia di scoprire una regione che — te lo dico subito — ti entra nel cuore al primo affaccio sul mare.
Una settimana tra borghi sospesi nel tempo, canyon profondissimi, castelli bagnati dalle onde e tradizioni antichissime. Una Calabria autentica, poco patinata che si assapora lentamente e che ti lascia addosso l’odore del bergamotto e dei boschi della Sila.
Se stai organizzando un viaggio simile, o se vuoi semplicemente lasciarti ispirare, questa è la mia guida pratica perfetta da salvare e replicare. Partiamo? Come sempre se hai dei commenti, puoi lasciarli in fondo all’articolo.
Come siamo arrivati
Volo diretto Ryanair da Trieste–Ronchi a Lamezia Terme: comodo e rapido. Per muoversi, abbiamo optato per un’auto: noi abbiamo scelto Locauto dopo aver consultato le tariffe su Rentalcars, conveniente come prezzo e senza deposito cauzionale.
Itinerario completo – 7 giorni di Calabria on the road
Piccolo consiglio da segnare: non fidarti degli orari presenti su Google Maps per musei, parchi ed esercizi in generale. Devi chiamare per chiedere conferma se sono aperti o chiusi.
Giorno #1 – Tropea e Scilla: l’inizio perfetto
Il nostro viaggio parte con uno dei borghi più famosi d’Italia: Tropea. Il profilo bianco del Santuario di Santa Maria dell’Isola che spunta sul mare turchese è uno degli affacci più belli che io abbia visto. Anche i miei si sono emozionati e un selfie è d’obbligo. Il luogo migliore per godere del panorama è quello di Raf Vallone o dei Sospiri.
Poi si scende lungo strade panoramiche piene di ulivi, direzione Scilla. Qui ti innamori due volte: del lungomare e di Chianalea, il borgo dei pescatori dove le case toccano l’acqua.
Dormiamo al B&B Romeo e Giulietta (solo a piedi, zero auto). Cena al Bleu de Toi: pesce ottimo e atmosfera particolare.
Giorno #2 – Reggio, il borgo fantasma di Pentedattilo e l’entroterra grecanico
Prima di lasciare Scilla, saliamo in alto per guardare lo Stretto di Messina: uno spettacolo naturale che evoca le imprese di Ulisse e riporta la mente ad antichi studi.
A Reggio Calabria ci aspettano i Bronzi di Riace e il “chilometro più bello d’Italia”, una passeggiata tra palme e mare blu.
Poi arriva una delle tappe più magiche del viaggio: Pentedattilo, il borgo fantasma incastonato nella roccia. Case vuote, silenzi poetici, botteghe artistiche e il miglior sorbetto al bergamotto mai provato! Anche il paesaggio e la natura circostante sono stupendi: si inizia a vedere l’Aspromonte.
E ci inoltriamo nelle montagne dell’Appennino Calabro arrivando alla tappa finale di questa giornata: Bova Superiore, uno dei Borghi più Belli d’Italia, facente parte della Calabria Greca, dove sopravvive ancora la lingua greco-calabra.
Pernottiamo a Locri, da Andrea’s House, appartamento nuovo e comodissimo. Ceniamo in modo genuino all’agriturismo Barone Macrì, dove non c’è tanta scelta ma una buona qualità, in un ambiente rustico.
Giorno #3 – Arte visionaria, stoccafisso e Gerace medievale
Il giorno inizia al MUSABA, il museo-parco dell’artista Nik Spatari: colori, murales, architetture “folli”. È un mondo parallelo che ci ha colpito – positivamente – tantissimo e che consigliamo di non perdere in questo “on the road” in Calabria.
Pranzo a Mammola, patria dello stoccafisso e poi raggiungiamo Gerace, borgo medievale da cartolina, sempre nell’Aspromonte. Da vedere la chiesa di San Francesco con l’altare di marmi intarsiati: pura bellezza!
Rientro a Locri e cena di pesce al M’Ittico di Siderno: spartano sì, ma qualità altissima. Direi la miglior cena di pesce del viaggio.
Giorno #4 – Le Castella e Santa Severina: storia, mare e tufo
Oggi saliamo verso nord. Ci fermiamo a Le Castella, dove il castello sembra galleggiare sull’acqua e che merita una visita, anche veloce, solo per capirne la maestosità.
Poi raggiungiamo Santa Severina, borgo arroccato su una rupe di tufo, con un castello imponente e una piazza da cui vedi mare e Sila insieme.
Dormiamo all’agriturismo Le Puzelle che ci è stato consigliato da dei ragazzi conosciuti a Le Castella e dove ci siamo trovati bene.
Giorno #5 – I Giganti della Sila e il Lago Cecita
Entriamo nel Parco della Sila e ci sembra di essere un po’ a casa, in Friuli: aria fresca, boschi infiniti e silenzi che rigenerano. La nostra meta sono i Giganti della Sila, alberi secolari alti e imponenti che hanno una storia incredibile: durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Mollo si incatenò ai tronchi per salvarli dal taglio. Il percorso è breve, ma toccante perché questi monumenti naturali sono “vivi” e vissuti.
Ci concediamo un pranzo tipico al ristorante della riserva con porcini e formaggi locali, poi via tra curve e montagne verso il Lago Cecita, il maggiore della Sila. Dopo tre orette arriviamo a Rocca Imperiale e trascorriamo la notte al B&B La Poesia. Una buona pizza per cena All’Impero.
Giorno #6 – Rocca Imperiale e Civita: limoni, castelli e canyon spettacolari
Visitiamo Rocca Imperiale, il suo castello e le segrete (da non perdere!): il borgo è anche famoso per i suoi limoni profumatissimi.
Poi raggiungiamo Civita, un paesino arbëreshë unico nel suo genere. Qui vi sono le “case kodra” (che assomigliano a dei visi) e sopravvive la cultura albanese sia negli usi e nei costumi che nella lingua.
Visitiamo anche la chiesa di rito bizantino ed il museo etnografico ma soprattutto ci colpisce la gita in mezzo militare verso il Ponte del Diavolo e le Gole del Raganello: un canyon di 700 metri che ti lascia senza fiato.
Torniamo al nostro b&b e ceniamo al ristorante 2 Scogli: bene ma caretto.
Giorno #7 – Sibari e rientro
Ultima tappa di questo viaggio in Calabria on the road: la piana di Sibari tra scavi greci e romani, dove ci hanno spiegato che qui in realtà sono sorte tre città ovvero Sibari, Thurii e Copia. Un sito archeologico davvero impressionante.

Torzeando a Sibari
Rientriamo a Lamezia per il volo di rientro con il cuore pieno di panorami, storie e soprattutto persone perché i calabresi sono un popolo ospitale, genuino e gentile.
Perché la Calabria ci ha sorpreso
È una regione autentica, “aspra” e selvaggia da un lato ma dolce e piena di cuore. Ogni curva regala un panorama diverso e i borghi raccontano storie millenarie ed inaspettate. Le montagne profumano di bosco e silenzio: a volte ci è sembrato di essere proprio fuori dal mondo!
Si mangia benissimo quasi ovunque e a prezzi onesti, con una varietà ampia di ingredienti e di prodotti tipici tutti da provare. È una regione che si vive con lentezza, senza fretta. Vorrei tornarci d’estate per tuffarmi nel mare cristallino delle sue coste!
Consigli utili per replicare il viaggio
Ci hanno consigliato di evitare l’alta stagione, quindi il mese di agosto poiché fa decisamente caldo ed è più trafficata e anche più costosa. Noi abbiamo optato per le strade secondarie e abbiamo evitato sempre l’autostrada: di certo abbiamo impiegato più tempo ma ragazzi…che panorami!
Prenota i musei ed i parchi accertandoti prima che siano aperti con una telefonata, non fidarti di ciò che c’è scritto su Google Maps o online. Prova il bergamotto, lo stoccafisso ed il pesce in generale e la cucina silana: non te ne pentirai!
Meglio viaggiare con un’auto a noleggio e come detto sopra, noi ci siamo trovati molto bene con Locauto. Lasciati ispirare dalla gente e dal momento: chiedi consigli e parla con la gente del luogo perché sono di certo i migliori conoscitori del territorio.
Se hai delle domande o dei suggerimenti, lascia un commento in fondo all’articolo. Se hai bisogno di consigli per pianificare il tuo viaggio o di qualcuno che ti accompagni, io faccio al caso tuo! Scopri di più sui servizi che offro.































1 commenti
Molto ben documentato , descritto con dovizia di particolari e – direi – col cuore.
Si capisce che è stata una felice esperienza e che il viaggio è stato appagante sotto ogni aspetto. Che abbia contribuito anche la buona compagnia ? 😅Brava come sempre.