E se per scoprire un territorio non bastassero una mappa e una guida turistica, ma servissero anche le pagine di un libro?
È questa la domanda con cui sono tornata da due giornate alla scoperta del turismo letterario tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia, nell’ambito del progetto europeo DANTE – Pratiche culturali sostenibili e resilienti per un’offerta innovativa e integrata di turismo letterario.
Un press tour di due giorni, il 22 e 23 giugno 2026 che mi ha portata dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, fino alla Slovenia, attraverso luoghi, scrittori, paesaggi e storie.
E soprattutto mi ha fatto vedere alcuni territori che conosco già con uno sguardo diverso.
Che cos’è il turismo letterario?
Partiamo da qui. Quando sentiamo parlare di turismo letterario, probabilmente pensiamo subito a case museo, biblioteche o luoghi legati alla vita di grandi scrittori.
Ma il progetto DANTE parte da una prospettiva più ampia: utilizzare la letteratura e la cultura come chiave per raccontare e valorizzare i territori, costruendo itinerari che attraversano il confine tra Italia e Slovenia.
Il risultato è un modo di viaggiare in cui il paesaggio non è soltanto qualcosa da fotografare.
Diventa una storia da leggere.
E gli scrittori diventano una sorta di guida per entrare più profondamente nell’identità di un luogo.
Prima tappa: Fossalta di Portogruaro e Ippolito Nievo
Il nostro viaggio è iniziato al Cortino del Castello di Fratta, a Fossalta di Portogruaro, uno dei luoghi simbolo della letteratura nella parte orientale della provincia di Venezia.
Qui sono ambientati i primi capitoli de Le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo.
La visita al Museo Letterario Ippolito Nievo è stata quindi il primo incontro con uno dei temi centrali del progetto: il rapporto tra paesaggio, memoria storica e narrazione.
È interessante perché il luogo non viene raccontato semplicemente per quello che è oggi.
La letteratura permette di aggiungere un altro livello di lettura: quello delle storie che lo hanno attraversato e raccontato.
San Vito al Tagliamento sulle tracce di Pasolini
Da Fossalta di Portogruaro ci siamo spostati in Friuli Venezia Giulia, a San Vito al Tagliamento.
Qui il protagonista è stato Pier Paolo Pasolini e il suo rapporto con il Friuli.
Il percorso nel centro storico – imperdibile il teatro “GianGiacomo Arrigoni”, una vera chicca – permette di avvicinarsi alla figura di Pasolini attraverso luoghi che hanno avuto un ruolo nella sua produzione artistica e civile.
Letteratura, cinema, lingua e cultura locale si incontrano e diventano strumenti per leggere il territorio.
Una delle cose che trovo più interessanti di questi itinerari è proprio questa: non si tratta semplicemente di andare “alla ricerca di uno scrittore”.
Si tratta di capire come quello scrittore abbia guardato il luogo in cui viveva.
E, di conseguenza, imparare a guardarlo anche noi in modo diverso.
Torviscosa: quando una città diventa un racconto
La tappa successiva è stata per me particolarmente interessante: Torviscosa. Avevo già dedicato un articolo completo a questa località.
Una città nata nel Novecento attorno all’industria della cellulosa e che oggi diventa protagonista di un percorso di valorizzazione culturale.
Qui il turismo letterario assume una forma diversa. Non siamo davanti al classico luogo associato a uno scrittore.
Sono l’architettura, l’urbanistica e la memoria industriale a diventare materia narrativa.
Torviscosa racconta così le trasformazioni economiche e sociali del Friuli Venezia Giulia e amplia il concetto stesso di turismo letterario.
Nel percorso entrano infatti autori e intellettuali diversi da Carlo Ginzburg a Filippo Tommaso Marinetti, da Veit Heinichen a Pier Paolo Pasolini.
È la dimostrazione che una “città letteraria” può essere molto più di quello che immaginiamo.
Turismo letterario in Friuli Venezia Giulia: Trieste
Il secondo giorno ci ha portati a Trieste, una delle tappe che meglio rappresentano il rapporto tra città, cultura e letteratura.
La mattinata è iniziata al Museo LETS della Letteratura di Trieste, con la presentazione del progetto Tracce di Parole. Anita Pittoni e Giani Stuparich a Trieste – Dove i luoghi incontrano le storie.
Poi è arrivato il momento di camminare. Un vero trekking urbano letterario attraverso i luoghi frequentati o raccontati dagli scrittori che hanno contribuito a rendere Trieste una città centrale nel panorama culturale europeo.
È qui che ho pensato a quanto una città possa cambiare quando iniziamo a conoscerne le storie. Le strade rimangono le stesse, ma cambia il modo in cui le guardiamo.
Il percorso si è concluso al Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, dove il progetto Per li rami ha dato voce alle storie nascoste dietro i busti degli scrittori presenti nel parco.
Da Trieste a Isola: quando il confine unisce
Poi abbiamo attraversato il confine e siamo arrivati in Slovenia, a Isola (Izola). Proprio qui il progetto DANTE trova una delle sue chiavi di lettura più interessanti.
Il viaggio non termina con il passaggio da uno Stato all’altro, al contrario.
È proprio il confine a diventare parte del racconto.
La visita ai palazzi storici del Podestà e Besenghi degli Ughi e al museo Izolana – la casa del mare ha permesso di approfondire il patrimonio storico e culturale condiviso tra le due sponde dell’Adriatico.
Culture, lingue e relazioni commerciali hanno attraversato questo territorio molto prima che noi iniziassimo a considerarlo una destinazione turistica transfrontaliera.
Ed è forse questo uno degli aspetti più belli del progetto: il confine non viene raccontato come una linea che separa, ma come uno spazio di incontro.
Turismo Letterario: un modo diverso di viaggiare
Dopo questi due giorni mi sono portata a casa una convinzione: il turismo letterario non è necessariamente un turismo “per lettori”.
Non devi aver letto tutti i libri degli autori che incontri.
Non devi essere un esperto di letteratura.
Devi soltanto avere la curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro un luogo. Perché un castello può diventare la scena di un romanzo; un borgo può raccontare la vita e l’opera di uno scrittore; una città industriale può diventare una pagina di storia; una strada può trasformarsi in un itinerario letterario.
E una frontiera può diventare il punto di partenza per raccontare ciò che accomuna due territori.
Il progetto DANTE e i cinque itinerari letterari transfrontalieri
Il press tour al quale ho partecipato è stato organizzato nell’ambito del progetto europeo DANTE, dedicato alla costruzione e valorizzazione di itinerari letterari transfrontalieri tra Italia e Slovenia.
L’obiettivo è sviluppare un’offerta turistica culturale innovativa e integrata, capace di mettere in relazione patrimonio culturale, territori e narrazione.
Il percorso che ho vissuto in questi due giorni ne è stato un esempio concreto: Fossalta di Portogruaro, San Vito al Tagliamento, Torviscosa, Trieste e Isola sono diventati capitoli diversi dello stesso racconto. E forse è proprio questo il modo più bello di viaggiare.
Non limitarsi a chiedersi: “cosa c’è da vedere?” Ma iniziare a chiedersi: “quale storia c’è qui?”
Perché a volte, per conoscere davvero un territorio, basta cambiare punto di vista.
O, in questo caso, aprire un libro.
Informazioni sul progetto
Progetto DANTE – Pratiche culturali sostenibili e resilienti per un’offerta innovativa e integrata di turismo letterario. Il Progetto DANTE è co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia.
Il progetto DANTE mette al centro la cultura e la letteratura come strumenti per valorizzare il patrimonio e creare nuove modalità di scoperta dei territori di confine.



















