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canneto nella laguna di Marano

Crociera con pranzo nella laguna di Marano

da Sara
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“Laguna in tecja” unisce ambienti unici con dell’ottimo pesce cucinato a bordo del battello Santa Maria di capitan Nico

Prendete una domenica di fine autunno, in una giornata nuvolosa e freddina. Cosa c’è di meglio di una crociera nella laguna di Marano e nella riserva naturale foce del fiume Stella e poi gustare un menù a base di pesce fresco? Una giornata memorabile che ora vi racconto!

La laguna è affascinante durante tutto l’anno ma in autunno e in inverno lo è ancora di più. Infatti s’incontrano meno imbarcazioni, i colori – magari in una giornata con un po’ di bora – sono accesi e l’orizzonte è sgombro dalla foschia tipica delle calde giornate estive. Le condizioni sono ideali quindi per una gita in barca, alla scoperta di un ambiente unico nel suo genere per via delle specie animali e vegetali che l’abitano e della storia di un popolo che è sopravvissuto in funzione di esso. Capitan Nico ci accoglie a bordo della sua Santa Maria, un battello che può ospitare fino a sessanta commensali al coperto – e al caldo – con un bel ponte di coperta dal quale ammirare il paesaggio circostante.

battello santa maria nella laguna di Marano

Il battello Santa Maria!

Si salpa!

La partenza è alle ore 10 dal porto di Marano dove c’è la vecchia pescheria e si comincia a percorrere il canale d’uscita verso la laguna. Nico inizia a raccontare con passione cosa andremo a vedere e poi a degustare: la giornata di oggi è incentrata sul tonno. Marano ha legami con questo pesce poiché dal 1912 fino al 2002 fu attiva la fabbrica del tonno Maruzzella. Questa attività ha dato lavoro specialmente alle donne ed è stata una svolta epocale nell’industria del paese.

Nico ci spiega anche che le mogli dei pescatori andavano a piedi a vendere il pesce nell’entroterra della Bassa Friulana con il “bigol” con cesti di sardine, cefali, passere…che il più delle volte barattavano con altri generi alimentari. Dopo averci raccontato l’interessante storia del suo paese e del popolo maranese, inizia l’aperitivo con un buon prosecco accompagnato da tartine a base di pesce. Cosa chiedere di più?

La riserva naturale foce del fiume Stella

La navigazione continua fino ad arrivare alla foce del fiume Stella e si apre uno scenario nuovo che, a detta di Nico, ci invidiano in tutto il mondo: qui infatti c’è un canneto che si estende per ben 600 ettari. Il pennacchio della cannuccia palustre mosso dal vento crea come un’onda. Una risorsa incredibile sia per l’uomo, che la usava in edilizia per fare la gresiola, ovvero il soffitto dei casoni (di cui vi parlerò fra poco), sia per gli uccelli che arrivano dal nord Europa a trascorrere un inverno più mite rispetto a quello della Scandinavia. La cannuccia fa da culla per i pulcini appena nati che poi, una volta pronti, ripartiranno verso quelle terre.

Nella laguna di Marano ci sono 470 specie di uccelli diversi

pensate che in tutta Italia ce ne sono 637 censite, per cui tre quarti delle specie nazionali passano di qui! C’è chi si ferma per brevi periodi, chi tutto l’inverno fino a primavera e nidifica, chi tutto l’anno. Per cui capite che è un grande patrimonio da salvaguardare. A tal proposito, viste le ultime mareggiate, si organizzerà una giornata ecologica per ripulire questo tesoro della nostra regione: siete tutti invitati!

Sempre all’interno della riserva arriviamo ai casoni, le tipiche case dei pescatori costruite con ciò che trovavano in laguna. In passato i pescatori non tornavano a casa durante la settimana, per cui avevano bisogno di un riparo. Nella foce del fiume Stella ce ne sono ancora una ventina, la metà di quelli esistenti nella laguna di Marano e Grado. Sono impegnativi da mantenere perché fatti con materiale degradabile, ma hanno il fascino di un tempo ormai scomparso. Percorrere lentamente i canali della foce tra il canneto e i casoni, avvistare falchi, cigni, germani reali e tante altre specie di uccelli rende questa gita davvero speciale e senza prezzo.

“Tonno subito”, che pranzetto!

Come vi dicevo prima, il tema di questa giornata è il tonno e Nico ci propone un menù da leccarsi i baffi.

nico pavan

Un menù da leccarsi i baffi!

Per iniziare abbiamo una tartare con olive e pomodorini e un carpaccio affumicato accompagnato da una fettina di arancia, finocchio e cipolla caramellata. Si continua con una zuppa piccantina con peperoni (ricetta ecuadoriana) e con delle tagliatelle fatte in casa dalla mamma al nero di seppia con sugo alla siciliana e melanzane. Per secondo, trancio di tonno ai ferri con salsa agli agrumi e semi di sesamo. Vino e acqua sono inclusi e per finire in dolcezza crostata, caffè e grappa.

Avete altri due fine settimana per partecipare a “Laguna in tecja” ma se non potete quest’anno non demoralizzatevi, ci sono tante altre proposte che Nico ha in serbo a partire dal prossimo marzo. Potete rimanere aggiornati sugli eventi che organizza al sito del Battello Santa Maria o alla relativa pagina facebook. Un’esperienza bellissima che consiglio a tutti voi!

sara de collea bordo del battello santa maria a marano lagunare

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