Home EuropaCosa vedere in Polonia: itinerario tra le città e i monti Tatra
Sara Polonia

Cosa vedere in Polonia: itinerario tra le città e i monti Tatra

Cracovia, Breslavia, Varsavia e trekking attorno a Zakopane

da Sara

Guardando le destinazioni che partono dall’aeroporto di Ronchi (Trieste), mi ha incuriosita Cracovia. Non ero mai stata in Polonia prima d’ora e così, detto fatto, ho preso l’aereo e ho deciso di dedicare una decina di giorni alla visita di questa nazione. Ho chiesto consiglio ai miei “colleghi” Stefano ed Elisabetta del blog In viaggio con Ricky poiché Elisabetta è di origine polacca. Poi ho contattato dopo 17 anni (!!) una mia vecchia amica conosciuta durante l’Erasmus a Granada, Agata, chiedendole se ci potevamo vedere e trascorrere un po’ di tempo assieme.

Inoltre ho iniziato a sfruttare la pagina Facebook del gruppo al femminile “Host a Sister”, ovvero “ospita una sorella”. In questo gruppo si cerca o si offre ospitalità in forma gratuita. Grazie a questo network internazionale ho trovato una sistemazione a Cracovia, a Breslavia e a Varsavia e ho conosciuto le città con gente del posto. Bello, no? Partiamo con il racconto dell’itinerario di viaggio dove troverete anche dei consigli utili su cosa vedere in Polonia!

Quale città visitare: Cracovia (Kraków)

In un’oretta d’aereo in un giorno d’aprile arrivo di buon’ora a Cracovia. Il treno che collega l’aeroporto alla stazione centrale (Dworzec Główny) è semplice da prendere. Invece una volta arrivata in centro ho difficoltà a capire dove e quale mezzo mi può portare a casa di Cristina, la prima ragazza che ho conosciuto su “Host a sister” e che mi ospita a casa sua. Le persone alle quali chiedo informazioni non sono particolarmente collaborative, anzi direi quasi scontrose! Non trovo neanche come cambiare i soldi nei cambi valuta (kantor, in Polonia non c’è l’euro bensì lo złoty) per cui devo prelevare all’ATM (con conseguenti commissioni). Vi consiglio di scaricare l’app Jakdojade che vi aiuterà molto in tutte le città della Polonia per quanto riguarda il trasporto pubblico.

Finalmente arrivo da Cristina che vive un po’ lontana dal centro, ma è molto simpatica e disponibile. Lascio le mie cose per tornare in città ed iniziare la visita gratuita del quartiere ebraico con Civitatis. Antonio, la guida, è un pozzo di conoscenza, preparato e coinvolgente, mai pesante né noioso. Ci porta al quartiere di Kazimierz e al ghetto di Podgorze raccontandoci le vicende e la storia degli ebrei a Cracovia e in Polonia.

Kazimierz è anche il centro più vivo e giovane della città, con tanti locali e ristoranti, anche etnici. Due posti mi hanno colpita in particolare che mi ha fatto conoscere Cristina: Hevre, un locale che un tempo era una sinagoga e “Singer” dove ci sono i tavolini con le famose macchine da cucire sopra.

Interno del locale Hevre, ex sinagoga

L’interno di Hevre

Finita la visita guidata (mi raccomando: lasciate una mancia alla guida di almeno di 10 euro a testa!), mi dirigo al museo della fabbrica di Schindler. Da sola non lo visito come si deve e non presto molta attenzione. Suggerisco di appoggiarsi anche in questo caso ad una guida che lo faccia apprezzare maggiormente. Visito anche la sinagoga Tempel e la “chiesa sulla roccia” che in polacco si chiama Skałka.

Sinagoga Tempel

La sinagoga Tempel

Tornando in centro, da non perdere la “Stare Miasto” ovvero la “città vecchia” con la “Rynek Główny” che è la più grande piazza medievale d’Europa. Splendida anche la basilica di Santa Maria con i suoi interni riccamente decorati.

Proseguo per il Barbacane e Ulica Florianska e Cristina vuole farmi provare la vodka con una degustazione: scegliamo i gusti al cioccolato, nocciola, sambuco e miele. Una più buona dell’altra! Poco lontano, il Museo Czartoryski conosciuto da noi italiani soprattutto perché custodisce la “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

Con una bella passeggiata nel verde dei giardini Planty che circondano tutto il centro storico ripercorrendo le antiche mura della città, salgo al castello rinascimentale del Wawel che sorge sull’omonima collina. Mi limito a visitare la cattedrale e la torre campanaria di Sigismondo che offre un’incantevole vista su Cracovia. Scendendo, fate anche voi una sosta davanti al drago che sputa fuoco!

Come avete intuito, c’è moltissimo da scoprire a Cracovia per cui vi consiglio almeno tre giorni per visitarla. E poi ci sono i dintorni da visitare…

Cosa fare nei dintorni di Cracovia: il monastero di Tyniec

Se la giornata è bella e avete voglia di fare un po’ di esercizio fisico, noleggiate una bicicletta per andare al monastero benedettino di Tyniec che dista 15 km da Cracovia.

Torzeando in bicicletta in Polonia

Torzeando in bici in Polonia

Si percorre la ciclabile lungo il fiume Vistola che regala subito scorci molto belli sul castello di Cracovia. Il percorso è interamente su pista riservata alle biciclette per cui lontano dal traffico. Con un po’ di fatica dopo un’oretta si arriva all’abbazia che risale all’XI secolo ed è il più antico monastero ancora attivo della Polonia. Qui i benedettini gestiscono una casa editrice, un hotel, un ristorante e producono conserve, miele, erbe officinali e liquori con antiche ricette.

Cosa fare nei dintorni di Cracovia: le miniere di sale di Wieliczka

Grazie ad un ottimo collegamento ferroviario, in poco più di mezz’ora dalla stazione centrale di Cracovia, si arriva a Wieliczka, alle miniere di sale. Prenotate in anticipo la visita perché rischiate di non trovare posto all’orario o nel giorno che preferite. Io ho partecipato al tour in italiano e c’era davvero tantissima gente. Le miniere sono impressionanti come struttura e maestosità e non sapevo affatto che il sale fosse grigio-nero! Le statue e le pareti sono scure e tutto è di sale. La chiesa da sola vale il biglietto.

Cosa fare nei dintorni di Cracovia: Auschwitz e Birkenau

Assieme ad Agata, in macchina, in una fredda e piovosa giornata d’aprile, ci siamo dirette ad Oświęcim che si trova a 70 chilometri da Cracovia. Questo è il paese dal quale si accede ai campi di concentramento nazisti di Auschwitz e Birkenau. Anche in questo caso prenotate prima. Che dire…sconvolgente è un eufemismo. La visita dura tre ore e mezza quindi è parecchio impegnativa fisicamente e mentalmente, però ritengo sia doverosa.

Cosa vedere in Polonia: la città di Breslavia (Wrocław)

Un’altra città davvero splendida e che vi stra-consiglio di visitare è Breslavia. Ci sono arrivata sempre con un comodo treno in tre ore e mezza da Cracovia. Questa volta sono ospite di Anieszka, un’amica di Cristina che vive in periferia e che si dimostra subito generosa e gentilissima. Mi ha accompagnata a fare un primo giretto della città nella zona della darsena e dell’Ostrów Tumski, ovvero l’Isola della Cattedrale e nella zona dell’università.

Breslavia è piena di nanetti (“krasnale” in polacco, ce ne sono più di un migliaio!), quindi è divertente cercarli e fotografarli perché sono uno diverso dall’altro. Il primo impatto con la città è più che positivo con il fiume, le isolette e gli edifici molto caratteristici. Assieme ad Anieszka camminiamo fino ad arrivare alla Sala del Centenario (Hala Stulecia), usata per concerti ed eventi sportivi, patrimonio Unesco.

Anche per Breslavia vi suggerisco di partecipare alla visita guidata gratuita (ripeto: lasciate una mancia di almeno 10 euro!!). Michał è la guida, parla un ottimo inglese e spiega davvero bene la storia e le caratteristiche dei luoghi che andiamo a vedere. Si parte dal Rynek (la piazza del mercato), dove si trovano la statua di Aleksander Fedro, il vecchio ed il nuovo municipio. La chiesa di Santa Elisabetta costruita nel XIV secolo, Jatki ovvero la via dove c’erano i macellai e le prigioni medievali. Finiamo il tour al Hala Targowa, ovvero il mercato, dopo aver visto l’Isola della Cattedrale dov’ero già stata con Anieszka. Nel paragrafo su “cosa e dove mangiare in Polonia” vi parlerò del mercato.

Per visitare Breslavia vi consiglio di dedicare almeno due giorni pieni.

Cosa vedere in Polonia: la capitale Varsavia (Warszawa)

Anche a Varsavia ci arrivo con il treno e poi uso l’autobus per raggiungere la casa di un’altra Aga, conosciuta sempre su Host a Sister.

Torzeando e Aga

Aga ed io

Partecipo al tour gratuito della città promosso da Civitatis che è l’occasione per iniziare a conoscere la città e magari fare nuove amicizie. La guida si chiama Renek e parla perfettamente l’italiano. Partiamo dalla “Stare Miasto”, la città vecchia. Varsavia è stata completamente distrutta e ricostruita poi negli anni ’50.

Mi è piaciuta molto: piazza del castello, Rynek, la cattedrale, il Barbacane con le mura, il monumento alla Resistenza. Molto interessante e Renek ci ha spiegato a grandi linee la storia travagliata di Varsavia e di tutta la Polonia.

Nel pomeriggio ho camminato molto lungo la “strada reale”. Ho assistito al cambio della guardia alla tomba del Milite Ignoto e poi con calma sono arrivata ai giardini reali di Łazienki, al cui interno c’è il monumento di Chopin e il Palazzo Sull’Acqua che però ho trovato chiuso. Il parco reale è bellissimo, curato e con tanti alberi, fiori, giochi per bambini ed animali. Davvero stupendo!

Anche per Varsavia penso che due giorni per visitarla siano sufficienti, poi ovviamente dipende dai vostri interessi e da cosa vogliate vedere.

Cosa vedere in Polonia: i monti Tatra

Tornata a Cracovia, prendo accordi con la mia vecchia amica Agata per trascorrere un fine settimana ai monti Tatra. Mi passa a prendere in macchina e ci dirigiamo verso Zakopane per andare a fare un trekking molto conosciuto che tra poco vi svelerò. Arriviamo al parcheggio ed è pieno di gente, nonostante la giornata non sia delle migliori. Il parco è nazionale per cui bisogna pagare l’entrata di 10 zloti a testa e lo trovo anche giusto perché vengono dati dei servizi come i bagni (in “natura” non si può andare). Iniziamo la camminata che è sempre su asfalto. Troviamo un bel ruscello con una cascatella e tanta neve.

Dopo due ore e mezza arriviamo a Morskie Oko e al relativo rifugio. Il luogo è davvero molto bello, con il lago circondato dalle montagne. Mi ricorda vagamente i “miei” laghi di Fusine. Ci voleva un trekking nella natura dopo tanta città, anche se davvero è stracolmo di persone.

Agata e Torzeando a Morskie Oko

Morskie Oko

Dopo il pranzo al sacco e il rientro al parcheggio, ci trasferiamo a Zakopane e facciamo due passi in centro che non è proprio nulla di che. Andiamo poi a sistemarci alla pensione che Aga aveva prenotato (al costo di 10 euro a testa!), indossiamo il costume per rilassarci alle terme Goracy Potok. Che ridere! Musica da festa con volume a palla e tutti che bevono cocktail in acqua. Stranissimo e moooolto diverso dalle nostre terme dove ci sono silenzio, tisane e frutta fresca!

Terme Goracy

Terme Goracy

Doccia, cena e poi nanna. Una nota: di solito non ci sono gli scuri alle finestre per cui entra la luce. Se vi dà fastidio (come a me) portatevi una mascherina per gli occhi!

Il giorno seguente andiamo a fare un trekking poco frequentato e conosciuto, ad anello che si chiama Dolina Małej Łąki. La giornata è splendida, c’è il sole ma anche del vento. Siamo sempre all’interno di un parco nazionale per cui si paga per entrare. Il sentiero è ampio e in salita, costeggia un ruscello con tanta acqua.

Giungiamo a un punto panoramico molto bello dove si vedono le montagne Tatra e c’è pochissima gente, per cui lo apprezzo ancor di più.

Continuiamo l’anello e troviamo anche un po’ di neve, fino ad arrivare al punto più alto di 1300 metri di quota. Poi scendiamo ed arriviamo ad un rifugio dove facciamo fatica a trovare da sederci per fare merenda. D’altronde è domenica e ai polacchi piace molto stare all’aria aperta.

Rifugio nei monti TAtra

Il rifugio…

Prendiamo una deviazione che porta alla cascata (wodospad) Siklawica e di certo non siamo le uniche…bel giro comunque!

Cascata Siklawica

Cascata Siklawica

Continuiamo l’anello fino all’imbocco del sentiero per Dolina Strążyska dove c’è un villaggio e ci sediamo a pranzare. Anche se sono quasi le tre del pomeriggio, la cucina è sempre aperta! Rientriamo alla macchina e poi a Cracovia per la fine del nostro weekend, con la speranza che io e Agata non ci vediamo tra altri 17 anni!

Cosa e dove mangiare in Polonia

I piatti tipici polacchi sono tanti e molto gustosi. Ve ne indico qualcuno, anche se siete vegetariani o vegani. I più famosi sono i pierogi, ovvero dei “ravioli” ripieni con diverse farciture quali formaggio e patate, carne, funghi e cavolo o spinaci e formaggio. I migliori che ho mangiato sono stati al Hala Targowa, ovvero al mercato coperto di Breslavia, nella tavola calda entrando a destra che si chiama “Polskie Jadło”.

Pierogi polacchi

I pierogi

A Cracovia trovate ogni tipo di cucina internazionale ed etnica ma due posti mi hanno entusiasmato perché offrono piatti polacchi in chiave vegetariana e vegana. Al ristorante Smakołyki ho preso una zuppa di barbabietola con crocchetta ai funghi ed involtini di cavolo ripieni di orzo e funghi, ovvero i golabki però vegetariani. Squisiti! Un altro locale vegetariano dove sono stata sia con Cristina che con Agata e dove si mangia molto bene è il Glonojad.

Le migliori zapiekanki – delle specie di bruschette farcite con ciò che volete – le trovate sempre a Cracovia in piazza Nowy.

Piazza Nowy Cracovia

Piazza Nowy

Un altro luogo tipico dove mangiare sono i bar mleczny , dei self service economici che propongono una cucina tipica. Io ho provato quello di Pod Temidą e mi sono trovata molto bene. Come snack e vero e proprio cibo da strada sono gli obwarzanek cioè i bagel di Cracovia, degli anelli di pasta intrecciati con sale, semi di papavero o di sesamo.

obwarzanek a Cracovia

obwarzanek

A Varsavia invece ho pranzato nella catena del ristorante polacco Zapiecek che offre un’ampia scelta di piatti tipici. Io ho mangiato una salsiccia con pane e uovo sodo e una zuppa e mi sono piaciuti.

zuppa e salsiccia al Zapiecek a Varsavia

Zuppa e salsiccia al Zapiecek

Nei monti Tatra dovete assaggiare l’oscypek, il formaggio tipico presidio slow food simile alla caciotta e fatto con latte di capra. Buono buono!

oscypek nei Tatra

l’oscypek

Come dolce per colazione o merenda, potete optare per i paczki, dei bomboloni frittissimi in formato gigante ripieni di marmellata o di crema o di cioccolato.

La Polonia è un paese che mi ha colpito molto e che mi è piaciuto in modo particolare, dove ho trovato delle città interessanti, pulite e ricche di storia. Ho potuto scoprire itinerari naturalistici stupendi e visitare luoghi toccanti. Spero che questo articolo su cosa vedere in Polonia vi sia piaciuto e vi torni utile.

Se avete bisogno di consigli per pianificare un vostro prossimo viaggio o di qualcuno che vi accompagni, io faccio al caso vostro! Scopri di più sui servizi che offro.

Lascia un Commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati