Avevo proprio voglia di tornare in Sud America dopo tanti anni e di visitare uno dei paesi più colorati al mondo. L’aspetto mitico e il fascino di Machu Picchu hanno fatto sì che scegliessi il Perù. Partendo da sola, mi sono affidata ad un viaggio di gruppo organizzato da Sto Gran Tour con cui avevo già visitato le Isole Lofoten. Vi racconto di seguito la mia esperienza su cosa vedere in Perù, sperando possa ispirare anche voi. Se avete delle considerazioni lasciate un commento in fondo all’articolo.
Informazioni utili prima di partire
Salute
Come per QUALSIASI VIAGGIO, consultate il sito di Viaggiare Sicuri. Io non ho seguito nessuna profilassi (ad esempio prendere fermenti lattici o fare vaccinazioni) ma ovviamente dipende dalla vostra condizione medica e dalla destinazione: in questo tour non rientrava la regione amazzonica e pertanto non ho avuto particolari necessità. Non ho mai avuto problemi di tipo alimentare però i primi giorni ho sofferto un po’ di mal d’altitudine, con mal di testa, nausea e un po’ di sangue dal naso. Ho risolto con una pastiglia di ibuprofene e recuperando le ore di sonno perse. I farmaci specifici per il mal d’altitudine potete averli con prescrizione medica.
Cosa portare in valigia?
“Cipolla” è la parola d’ordine! Il clima che ho trovato variava dai 5 ai 25 gradi (ultimi quindici giorni di ottobre), per cui sicuramente bisogna portarsi t-shirt, pile o felpa, pantalone della tuta comodo, pantalone da escursionismo leggero (preferibilmente quelli con gambe staccabili che diventano pantaloncini), pantalone da escursionismo più pesante, maglia e pantalone termici, giacca antivento/antipioggia e piumino. Per quanto riguarda le calzature io indossavo scarpe da trekking alte e un paio da ginnastica. Inoltre ho portato il costume e le ciabatte perché siamo stati in una piccola stazione termale, un asciugamano in microfibra, crema solare (FONDAMENTALE!!), spray anti zanzare.
Vi consiglio sempre la cosmesi solida così da non avere liquidi da estrarre dai bagagli ad ogni controllo in aeroporto. Io uso shampoo, balsamo, dentifricio, sapone e deodorante solidi e mi trovo benissimo (e non sono in confezioni di plastica!).
Per i dispositivi elettrici non ho mai avuto bisogno dell’adattatore per le prese perché le spine italiane a due poli funzionano tranquillamente. Inoltre mi porto sempre appresso un power bank per ricaricare il telefono (che uso anche come macchina fotografica).
Soldi e carte
Non ho una carta di credito per cui ho portato un po’ di contante in euro (da dividere e conservare in posti diversi nel caso succeda di smarrire qualcosa). Ho cambiato un po’ di soldi in aeroporto e poi nelle città principali. A fine viaggio, per le ultime poche spese, ho usato la carta di debito per non avere “soles” (la moneta peruviana) al rientro. Per viaggiare all’estero mi consigliano la carta “Revolut” che garantisce delle ottime condizioni, ma fatemi sapere voi se l’avete provata.
Connessione internet
Il wi-fi è presente negli hotel e in alcuni ristoranti per cui attendevo di collegarmi quando ce n’era la possibilità. Non ho fatto né la e-sim né la sim locale, ma questa è una scelta soggettiva: io ne ho approfittato per godermi il viaggio e “sconnettermi”!
Dopo queste premesse, vi racconto dunque l’itinerario che ho fatto in tredici giorni totali di viaggio e che, vi anticipo subito, mi è piaciuto un sacco poiché ho vissuto delle esperienze autentiche, nel rispetto e nella valorizzazione del paese che mi ha ospitato. Se avessi avuto più tempo a disposizione avrei voluto vedere anche le linee Nazca, Lima (che di fatto non ho visitato) e la parte amazzonica ma…non si può avere tutto!
Volo di partenza ed arrivo ad Arequipa
Sono partita da Milano assieme al capogruppo Claudio e ad altri tre ragazzi, Anna, Davide e Massimo. Dovevamo prendere il volo per Madrid con Air Europa ma a Malpensa c’è stato un malfunzionamento ai radar per cui abbiamo subito un ritardo di sette ore e la coincidenza spagnola è quindi saltata. Una volta risolto il problema, la compagnia aerea ci ha risistemato su altri voli: io e Claudio abbiamo volato su Bogotà, poi Lima ed infine – dopo 48 ore – siamo arrivati alla sera ad Arequipa. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di visitarla come da programma perché eravamo stremati e così ci siamo sistemati in hotel. Altre tre ragazze del gruppo che sono partite da Roma (Sara, Valentina e Cristina), hanno potuto vedere il centro storico della città e hanno detto che è molto carino. Abbiamo soggiornato al Majestad, un botique hotel grazioso e con una buona colazione.
Da Arequipa alla Valle del Colca
Preso il nostro mezzo di trasporto, un van ben equipaggiato, partiamo da Arequipa e ci dirigiamo verso la riserva naturale di Salinas e Aguada Blanca. La strada è asfaltata e scorrevole ma alcuni cantieri ci rallentano e ci fanno perdere un bel po’ di tempo. In compenso incontriamo delle signore con grandi sacchi di bibite e di cibo e ne approfittiamo per provare i primi snack locali a base di mais che non sono affatto male! Iniziamo a scorgere lama, alpaca e vigogne (le conoscete?) e impariamo a distinguerne le differenze e a capire chi ci può sputare e chi no! Il paesaggio è vasto e sconfinato: siamo nella pampa peruviana!
Ci fermiamo per pranzo e sosta bagno al “Café tematico Incawasi per un panino “huevo y palta” (ovvero uovo e avocado) e cerchiamo di combattere il mal d’altitudine con un tè alle foglie di coca. Il nostro viaggio continua e…sale di quota! Arriviamo al “Mirador de los Andes” a 4910 metri slm, chiamato anche “mirador de los volcanes” perché appunto si è circondati dai vulcani delle Ande che superano i 5000 metri.
Per due notti dormiamo al Terra Mistica a Coporaque. Io arrivo in hotel molto stanca, con mal di testa, mal di stomaco e stanchezza e me ne vado a nanna alle 19.30.
Cosa vedere in Perù: la Valle del Colca
Il giorno seguente continuiamo la nostra visita della valle e costeggiamo il canyon del Colca, uno dei più profondi al mondo. Giungiamo al “Mirador cruz del condor” dove è bene arrivare al mattino presto (prima delle 10) per vedere il volo di questi uccelli così maestosi (ma bruttini!). Chissà com’è sorvolare questa gola e vederla dall’alto!? Essere in questo luogo mi ha fatto ripensare al Grand Canyon: anche se sono piuttosto diversi tra di loro, entrambi suscitano una grande emozione. Sulla strada del rientro verso l’albergo, ci fermiamo ad osservare i terrazzamenti di origine pre-incaica, utilizzati tutt’oggi per coltivare patate, quinoa e mais. In-cre-di-bi-li!
Facciamo una sosta al villaggio di Maca dove visitiamo la chiesa coloniale del XVIII secolo con i suoi altari lignei. Nella piazza ci facciamo abbindolare dalla dolcezza degli alpaca “vestiti” a festa dalle signore che a loro volta indossano abiti colorati e bellissimi e non possiamo esimerci dal fare delle foto ricordo. Arriva l’ora dell’aperitivo e proviamo una bevanda tipica, ovvero il “colca sour de sancayo”, preparata con pisco (un distillato locale) e il frutto del cactus da cui prende il nome: molto buono!
Nel pomeriggio indossiamo il costume e le ciabatte e ci immergiamo nelle acque calde dei bagni termali di Sallihua, delle pozze naturali perfette per trascorrere un po’ di tempo in relax a chiacchierare per conoscerci meglio. Ceniamo a Yanque e anch’io provo la carne di alpaca…non è male, ma non mi fa impazzire.

Bagni termali di Sallihua
Dal Colca a Puno
Partiamo di buonora da Coporaque, direzione Puno. Ci fermiamo di nuovo al cafè di Incawasi per prendere qualche panino da mangiare alle cascate de los Pillones. Queste cascate si trovano lungo la strada e per raggiungerle camminiamo per circa un quarto d’ora seguendo un percorso dove bisogna prestare un po’ di attenzione perché si scende con l’aiuto di una corda. Niente di impossibile ma doverose le scarpe da trekking e non le infradito!! Il nostro viaggio continua circondati da un paesaggio lunare dove non scorgiamo anima viva se non i lama e le vigogne: ci scattiamo una foto in mezzo alla strada con la compagnia degli animali e sullo sfondo il nulla!
Ci fermiamo al Mirador Lagunillas a 4413 metri sul livello del mare, con vista lago, e costeggiamo la laguna de Santa Lucia che è affollata di fenicotteri rosa. A questa altezza abbiamo anche percorso un tratto della mitica Panamericana! A metà pomeriggio arriviamo a Puno che dall’alto è tanto impressionante per grandezza quanto brutta, ma iniziamo a scorgere il mitico Lago Titicaca. Ci sistemiamo all’hotel “Casona Plaza” e trascorriamo la serata in allegria in centro città (che non è poi così male come sembrava).
Il lago Titicaca tra le cose da vedere assolutamente in Perù
Dopo essere riusciti a fuggire dal caos della città arriviamo al porto di Puno per imbarcarci verso le isole galleggianti della popolazione degli Uros, sul lago Titicaca. Ci riferiscono che il livello delle acque è molto basso perché non piove copiosamente da due anni. César ci viene a recuperare con la barca e – con non poche difficoltà – arriviamo nel suo “lodge” per scaricare al volo le valige. Ci aspetta la navigazione sul lago verso l’isola di Taquile! Una guida ci illustra la morfologia e le caratteristiche del Titicaca, il lago navigabile più alto al mondo. Una volta sbarcati sull’isola ci aspetta una “passeggiata” fino alla piazza centrale: di per sé non è affatto impegnativa, ma il fiato a quasi 4000 metri manca eccome! Però il panorama lungo la camminata vale la fatica.
A Taquile vivono più o meno 2000 abitanti
e si dice che i manufatti tessili siano tra i più belli del Perù. Qui gli uomini sanno fare a maglia ad una velocità impressionante! Ci hanno accolti con danze tipiche alle quali abbiamo preso parte anche noi. I colori e i vestiti degli abitanti sono stupendi, così come la loro ospitalità e gentilezza.
A pranzo ci sistemiamo in una lunga tavolata tutti assieme e mangiamo una minestra di verdure con (credo) delle tortillas di mais fritto e la trota di lago, con patate e riso. La migliore trota in assoluto!
Rientriamo da César e ci sistemiamo sulla loro isola galleggiante. Gli Uros realizzano tutto con la totora, una specie di cannuccia lacustre che utilizzano per costruire le case, le barche per i turisti e appunto le isole artificiali su cui vivono. Queste ultime hanno una durata di 70-80 anni ma richiedono una manutenzione continua a causa della deperibilità dei materiali con cui sono assemblate. Il pomeriggio, divisi tra ragazzi e ragazze, lo trascorriamo con lentezza, senza connessione internet e nella quiete della “nostra” casetta sul lago, a babare e a raccontarci storie. E, ad un certo, punto magia…finalmente piove!
La casa è dotata di tutti i confort, anche del bagno con doccia che però decidiamo di non usare per risparmiare l’acqua. Ci riuniamo per cena e ci godiamo il cielo stellato e il silenzio della notte. La giornata dagli Uros è qualcosa di davvero emozionante.
Cosa vedere in Perù: le montagne arcobaleno
Salutiamo (dopo una colazione a 5 stelle!) con un po’ di nostalgia César e sua moglie e ritorniamo a terra, certi che non dimenticheremo mai questa esperienza. Riprendiamo il nostro van e ci dirigiamo – con musica a palla e canti a squarciagola – verso la località più vicina alle montagne arcobaleno di Vinicunca, ovvero Cusipata, e soggiorniamo al River Lodge, un bell’alloggio sulle sponde del fiume Urubamba.
Andiamo a letto presto dopo cena perché il giorno seguente ci svegliamo prima dell’alba, alle 4.45, per scalare e ammirare le montagne arcobaleno! Massimo, ormai il nostro compagno-autista fidato, guida abilmente lungo la stretta e tortuosa strada sterrata che si dipana in salita, tra infinite curve, un po’ pericolosa per l’assenza di guard rail e costeggiata da precipizi. Il paesaggio però è sensazionale, tra terrazzamenti, vallate circondate da montagne e torrenti d’acqua.
In un’oretta arriviamo al parcheggio e al punto di partenza della camminata che ci attende per arrivare al punto panoramico. Tecnicamente nulla di difficile, ma a questa altitudine ogni passo è impegnativo. Io con tutta calma e prendendo fiato ci ho messo un’oretta e mezza. Se non ve la sentite, ci sono i cavalli e gli asini accompagnati da peruviani velocissimi che vi possono portare fino alla base dell’ultima salita che comunque dovete affrontare.
Arrivare però sulla cima, a più di 5000 metri…
…con le proprie gambe non ha prezzo e dà una sensazione unica. Dobbiamo ringraziare il nostro capogruppo Claudio che ancora una volta ha gestito le tempistiche in modo esemplare: siamo giunti a destinazione presto, con pochissima gente e ce la siamo goduta al 100%. Incanto. Dopo le foto di gruppo proseguiamo sulla cresta ammirando il panorama da altri punti per poi dividerci: chi prende un altro sentiero in quota per tornare indietro e chi continua sui propri passi prendendo la via più semplice. Io sono già stanca ma soddisfatta e opto per la strada facile.
Pranziamo al sacco e rientriamo al lodge nel primissimo pomeriggio dove Sara, Anna e Davide decidono di fare rafting come attività facoltativa. Riuniti e sistemati tutti, partiamo alla volta di Cusco dove arriviamo verso le ore 18. Consegnamo il van e ci sistemiamo all’hotel Royal Inca. Ceniamo molto bene al ristorante Yuka, proprio vicino all’alloggio, che è anche assai carino. Io sono un po’ la “pigna” del gruppo e vado a dormire subito dopo mentre gli altri si godono la serata assieme.

Chicharròn di maiale con patate
Cusco, la più bella città da vedere in Perù (secondo me)
Oggi sveglia con calma: ci aspetta la visita di Cusco! Claudio ci porta nei luoghi più iconici della città, innanzi tutto al belvedere che ospita la chiesa di San Cristobal: da lassù il panorama è sensazionale e avete modo di capire quanto è grande e come si estende Cusco. Imperdibile poi il parco archeologico di Sacsayhuamán, costruito dagli Inca tra il 1438 e il 1500 circa, patrimonio Unesco. Provate a capire come sono stati in grado di costruirlo e di incastrare le pietre alla perfezione!! Mistero!!
Facciamo una capatina all’altro belvedere dove si trova il Cristo Blanco e ridiscendiamo in centro, lungo stradine in stile coloniale abbellite da fiori come, ad esempio, Calle Siete Borreguitos che non dovete perdervi! Un’altra cosa che dovete assolutamente vedere in Perù è la celebre pietra dei dodici angoli. Si tratta di un blocco di pietra della cultura Inca incastonato nella parete di un palazzo situato in via Hatun Rumiyoq, testimone delle incredibili abilità costruttive di questo antico popolo.
Ovviamente anche a Cusco c’è Plaza de Armas, ma questa è la VERA Plaza de Armas, sulla quale dominano la cattedrale e i numerosi edifici in stile coloniale.
Ora è tempo di shopping! Il “mercado di San Pedro”, il “mercado San Blas” e il “mercado de Pisac” sono i luoghi ideali per trovare qualsiasi cosa, dall’artigianato locale alle cianfrusaglie più inutili, dalla frutta e verdura fresche ai piatti tipici. Noi scegliamo di mangiare qualcosa al San Pedro. Al tramonto, godetevi poi un aperitivo e una cena sulla terrazza in uno dei tanti bar e ristoranti nel quartiere di San Blas.
Aguas Calientes, punto di partenza per Machu Picchu, “must” da vedere in Perù
Oggi giornata di trasferimento: la sveglia suona alle 5.45 perché ci attende il treno con direzione Aguas Calientes. Anche questa è un’esperienza particolare perché il treno è leeeeeento da morire! Quattro ore e mezza di viaggio per 112km. In compenso il paesaggio è molto diverso da quello che abbiamo visto finora: costeggiamo il fiume Urubamba e la vegetazione è predominante, siamo nella foresta! Dopo aver riposto i bagagli in hotel e aver pranzato, Anna, Claudio, Davide, Massimo ed io andiamo alle cascate di Allcamayo. Il percorso è semplice e – contrariamente a quanto pensiamo – l’altitudine è inferiore a quelle affrontate nei giorni precedenti (siamo “solo” a 2000 metri) per cui il fiato non manca troppo. Ci voleva proprio questo trekking, circondati da un groviglio di alberi, piante e fiori dai mille colori, per evadere dal trambusto della città.
Machu Picchu
Visto che io mi sono iscritta all’ultimo al tour, non avevo il biglietto per Machu Picchu per cui ho dovuto andare a fare la fila per prenderne uno tra i mille che concedono al giorno. Quindi un consiglio: prenotate per tempo (MESI addietro) l’entrata al sito archeologico. In alternativa andate molto presto al botteghino per recuperare il numero per poi fare la fila.
Il giorno seguente ci svegliamo alle 4.30 per prendere il primo bus di linea che parte alle 5.30 da Aguas Calientes. Non siamo in periodo di altissima stagione (fine ottobre) per cui non c’è fila. Dopo una mezz’oretta scarsa arriviamo a destinazione e devo dire che l’emozione si fa sempre più grande. Entriamo con la guida nel sito di Machu Picchu e praticamente ci siamo solo noi e le nuvole basse che aggiungono fascino e mistero ad un luogo altrettanto affascinante e misterioso. Siamo davanti a una delle sette meraviglie del mondo moderno! Lascio che siano le foto a parlare per me.
Volo Cusco-Lima e rientro
Dopo Machu Picchu, nel pomeriggio, rientriamo sempre con il treno a Cusco, dove trascorriamo la notte. Il giorno seguente abbiamo ancora tempo per una passeggiata nella capitale Inca. Nel pomeriggio saliamo sul volo per Lima e viviamo l’ultima serata peruviana tra pisco, ceviche e…ancora pisco! Come ho detto all’inizio non abbiamo avuto modo di visitare Lima e devo dire che mi dispiace un po’ anche se non sono una fan delle metropoli.
Il viaggio giunge al termine tra tristezza e felicità. Tristezza perché si torna a casa ma tanta felicità per aver visitato un paese stupendo e per aver trovato nuovi amici che hanno reso questa esperienza indimenticabile.




























































6 commenti
Davvero un’esperienza meravigliosa, che lascerà ricordi indimenticabili e una gran voglia di ritornare.Complimenti per lo stile asciutto e scorrevole che rende al meglio le emozioni vissute
Un viaggio – e delle persone – che porterò nel cuore <3
Grazie Sara, mi hai fatto rivivere tante bellissime emozioni 😊
Ne sono felice 🙂
Un viaggio con tantissime meraviglie!
Davvero! Non me l’aspettavo così vario e interessante. Una vera sorpresa.